domenica 11 dicembre 2016

Sotto l'albero di Natale 3.0

Quando una persona è idiota mi irrita terribilmente, e io ci convivo con un idiota.
Mi presento per chi non sapesse chi sono, il mio nome è Castore. Non so bene come definire la mia persona, sappiate solo che ci sono, che voglio prendere il controllo non solo di questo ''angolino virtuale'' ma anche di altri aspetti della vita di una persona, tutti a dire il vero.
Tornando a noi, considero Jhose un idiota perché so già cosa vorrà fare e il modo in cui fallirà. Ma almeno quest'anno ho strappato un piccolo accordo con lui.
Godetevi l'iniziativa, dopo questo mio piccolo preambolo, che sembra insensato ma ha una logica nascosta.


Anche quest'anno ho deciso (sotto pressioni esterne di un certo tizio...con gli occhiali e i capelli biondi) si partecipare a una bella iniziativa. Sotto l'albero di Natale.
Ah non vi riscalda il cuore il Natale? Vedere come siamo tutti(o quasi) più buoni. A me sinceramente piace a festività, anche se devo ammettere che è stata un po' corrotta dalla società, ma iniziative come queste mi fanno ben sperare nella gente, quindi bando alle ciance e via con le spiegazioni.

Anni or-so-no, cioè tre (chi capisce questa battuta gli regalo un libro, dico sul serio) nel blog Viaggiatrici immobili nasceva tutto, e poi se ripetuto nel blog The Booksshelf e quest'anno nel blog Il Salotto del Gatto Libraio.

Ma in cosa consiste il tutto? Il copia e incolla c'è lo dirà.


''SOTTO L'ALBERO DI NATALE 3.0 prende spunto dall'iniziativa Elf Christmas Wishlist, che consiste nel creare una lista di 10 desideri che gli elfi (cioè VOI che aderite all'iniziativa) si sforzano di realizzare. Ognuno di noi nel suo piccolo può rendere felice un'altra persona, a volte basta poco: una parola, un sorriso, un disegno quindi perchè non esaudire qualche desiderio tra amanti dei libri?'' 


  • Se siete blogger, aprite un post nel vostro blog e dopo aver spiegato di cosa si tratta (in modo che chiunque legga sappia di cosa si parla) fate la Vostra lista di 10 desideri.
  • Una volta deciso di partecipare, commentate questo post con il link della vostra wishlist in modo che piano piano, aggiornerò la lista dei partecipanti, così che tutti possano averla sott'occhio e vedere quali desideri realizzare.
  • Se siete lettori invece, lasciate un commento e inviatemi per email la vostra wishlist in modo che provvederò a creare una pagina visibile a tutti in cui racchiudere tutte le wishlist di chi non ha un blog.
ATTENZIONE: non è obbligatorio realizzare desideri. Lo scopo di questa iniziativa è regalare sorrisi e questo può essere fatto anche solo con un commento gentile.




Ecco la mia lista allora 


  1. Un disegno puccioso. Non importa se formato digitale o me lo spedite, vorrei un disegno puccioso perché li adoro. Adoro le cose super tenere. L'anno scorso ho chiesto l'immagine di una nuvoletta che sorridendo dice ''mi piace fare pipì sulla gente'' ne ho ricevute due che adoro. Quest'anno lascio la decisione a chi vorrò accontentarmi. 
  2. Una mazza ferrata-Ma sei scemo?- Hai detto che mi cedevi alcuni desideri, beh io voglio una mazza ferrata cosi ti spacco quella testaccia
  3. Dovrei chiedere uno scudo, ma opto invece per dei discorsi sull'arte. Se siete gente che disegna, suona, fa foto, cinema, sculture, o qualsiasi altra forma d'arte. Vorrei che mi parlaste di questa vostra passione, di come è nata o di cosa vi fa provare. Insomma sono curioso tutto qui. 
  4. A proposito di arte sto ancora provando a imparare a disegnare in modo umano, se qualcuno vuole darmi consigli sono sempre ben accetti. 
  5. Vorrei un agenda dove appuntare alcune cose...non dico quali.
  6. Riuscire a creare una mia iniziativa personale. Ho già in mente una, ma partirà dopo febbraio..perché da quel mese in poi avrò la pecunia necessaria... *sorriso inquietante*
  7. Fare interviste ai blogger per conoscere meglio chi sta dietro questi blog, quindi chi vuole me lo dica, io e Castore siamo sempre ben disposti a fare domande.
  8. Inizia ad essere dura...Ok faccio io. Vorrei una lista di saghe fantasy che avete amato. 
  9. Incontrare alcuni amici di persona. 
  10. Trovare una CE......Concordo. 

Dovrebbero essere questi i desideri. Strani e insensati a volte, ma conoscendomi sarebbero potuti essere peggio, molto peggio...no davvero molto molto peggio. Mi spieghi perché non hai chiesto che qualcuno ti insegni meglio l'inglese? Fatti i fatti tuoi tu. 

Comunque buone feste a tutti da Jhose e Castore, ci sentiamo quando cercherò di esaudire i vostri desideri


*Chiunque partecipa a questa iniziativa viene automaticamente scelt* per partecipare a quella che creerò a Febbraio. Tanto non dovrete fare niente, ricevere solo *Sorriso inquietantissimo* 


Lista dei partecipanti 

Blog 

No blog 




venerdì 25 novembre 2016

L'arte moderna 1# (Hayao Miyazaki)

Vedo il popolo giapponese come speculare a quello italiano.
E' una frase strana da dire, ma ho sempre pensato questo. Che i giapponesi siano un po collegati dalle differenze e dalle affinità a noi italiani. Entrambi abbiamo una storia secolare, millenaria anzi. Abbiamo fama mondiale in diversi campi. Amiamo l'arte. E tante altre piccole cosette, che ci accomunano o ci mettono agli antipodo gli uni con gli altri.
Nell'ultimo periodo poi possiamo dire che c'è un interesse reciproco, infatti in Italia(e in altre parti del mondo) è scoppiata un po la giappo-mania. E in Giappone gli italiani non vengono visti come in altri paesi, in generale abbiamo una fama positiva.
Preambolo strano, forse non necessario, ma volevo farlo prima di parlare dell'artista di oggi(che cercherò di trattare in maniera più approfondita)
Trattasi di Hayao Miyazaki, famoso regista, ma non solo. E' anche un fumettista, sceneggiatore, animatore e produttore cinematografico.
Egli è ormai il re dell'animazione giapponese, se non lo si conosce per la sua fama vergogna. Anche perché probabilmente non avete visto nessuno dei suoi lavori, quindi doppia vergogna.
Comunque torniamo a noi. Non voglio dilungarmi sui fatti della sua vita, sappiamo tutti che ha iniziato a lavorare alla Toei animation come animatore. Se fatto le ossa ha diretto il suo primo film Lupin III- Il castello di Cagliostro e poi grazie al successo di Nausicaa della valle del vento(tratto da un suo manga) riusci a fondare insieme a Isao Takahata (altro regista e animatore) lo Studio Ghibli.
Ora senza stare qui troppo a lungo a parlare dei film meravigliosi prodotti dallo studio, voglio parlare del perché considero Miyazaki un grande artista, o meglio uno dei motivi che ho scoperto di recente.
Semplicemente, per i protagonisti che crea.
Nell'ultimo periodo ho notato guardando me stesso, e gli altri ( e anche grazie a un amica che mi ha fatto vedere alcuni miei comportamenti) che noi giovani (nella fattispecie dai venticinque anni in giù) siamo un po senza spina dorsale. Non si offenda nessuno, ci sono casi e casi, ma guardiamoci intorno. Lo siamo dai, io prima di tutti.
Eppure anche se sono cosi, voglio e desidero essere più:forte, giusto, e audace nella vita. Ecco...sono queste caratteristiche che hanno i personaggi di Miyazaki, anche se sono dei  ragazzini in pratica. L'unico personaggio adulto protagonista di un suo film e Marco Pagot, ma anche li Fio dimostra nonostante la sua giovane età di avere una forza e un abilità superiori alla norma.
Quindi alla fine si può dire che io ammiro Miyazaki perché con i suoi film cerca di incoraggiare i giovani, non ad essere adulti. Non vuole che si perda la fanciullezza, ma ci spinge a conquistare quella forza necessaria a crescere e diventare persone migliori.
(Da notare anche che è probabilmente il regista più femminista del mondo dato che spesso le protagoniste sono bambine che però non vengono mostrate forti in quanto potatrici di caratteri da maschiaccio o cose cosi, ma solamente in quanto donne con spiriti e animi giusti e forti)
Quindi invito chiunque leggerà  ad andare a vedere una delle sue opere. Partendo dalla più famosa se vi va, ma scegliendo anche una a caso.








venerdì 11 novembre 2016

Arte con le immagini 2# (John Bauer)

Ammetto di avere una particolare predisposizione ad amare i miti e le leggende nordiche. Non so perché ma sinceramente mi affascinano molto più rispetto a quelle greche o romane.
Comunque questa preferenza viene rispecchiata in molti frangenti tipo nella pittura.
Adoro i quadri a tema e che racchiudono una storia, o si ispirano alle leggende.
Mettimi Fenrir che morde il braccio al dio della guerra nordico Tyr in un quadro e mi conquisti. O rappresentami alcuni alcune scene del poema Svipdagsmàl e sono tuo.
John Buer ha fatto questo. Un pittore svedese nato nel 1882 e morto nel 1918, che a me fa sempre venire in mente Tolkien(capirete il perché dai)

Ecco alcune delle sue opere che secondo me rappresentano molto un animo fanciullesco e adulto al tempo stesso, perché sì, si vede che aveva una mente adulta mentre creava le opere che vi ho elencato prima, ma c'è anche qualcosa di fanciullesco il lui. Ha dipinto delle fiabe quasi...secondo me almeno.

Fenrir morde il braccio di Tyr

Svipdagr e Freya

Svipdagr diventa un drago.




martedì 8 novembre 2016

Racconti 2# (La crescita di Laura- Il bullo)


Dodici ragazzini erano raccolti in cerchio intorno a quell'insetto. Nessuno voleva toccarlo ma tutti l'osservavano incuriositi. Era verde e aveva una testa strana, sembrava un alieno.
Laura, una delle ragazzine più grandi si fece avanti per prenderla in mano.
<<Si chiama mantide religiosa. Mia madre mi ha detto che una volta una è entrata in casa e lei l'ha presa e messa in giardino.>>
<<E' soltanto uno stupido insetto.>> Luca era il più grande di tutti, faceva le medie ma andava al parco a giocare con i ragazzini più piccoli.
<<Non è stupido, tu lo sei.>>
<<Le femmine sono stupide, e tu lo sei quindi sei tu la stupida.>>
<<Le femmine non sono stupide, nemmeno gli insetti. Solo i bulli come te sono stupidi.>>
Luca non sopportò altro e si lancio sulla povera Laura che non poteva vincere contro un avversario più grande. Perse l'insetto dalle mani e fu buttata a terra.
Luca la guardava trionfante, mentre lei tentava di alzarsi. Ma subito veniva spinta ancora a terra.
Aveva tutti i vestiti sporchi ormai.
Gli altri ragazzini non si mossero. Erano spaventati temevano di far arrabbiare Luca.
<<Lasciami in pace!>>
<<Se no cosa fai, vai dalla mammina a piangere?>>
Laura non rispose, aveva gli occhi pieni di lacrime in effetti, ma non voleva dare soddisfazione a Luca. Trattene tutto e aspettò che lui si stancasse.
Quando Luca non ebbe più voglia di spingerla lei si alzò. E si diede una pulita.
Recuperò l'insetto e lo portò lontano da tutti, per lasciarlo libero in una zona isolata.
Tornò a casa da sola, nessun amico voleva accompagnarla ora che Luca c'è l'aveva con lei.
Quando aprì la porta sua madre era in cucina intenta a cucinare.
<<Mamma.>>
Si presentò davanti a lei con il viso pieno di lacrime.
Sua madre non disse nulla, si limitò a togliersi il grembiule e poi si inginocchio per abbracciarla.
Quel semplice gesto la calmo e grazie ad esso tornò ad essere più serena.
La portò su, a cambiarsi prima dell'arrivo di papà. Dopo di che aspettarono che arrivasse per accoglierlo come sempre insieme. Lui diede un bacio a tutte e due e poi si sedettero a mangiare.
Dopo cena la mamma aspetto che papà andasse a letto, troppo stanco quel giorno per resistere ancora, e si sistemò con Laura per parlare di cos'era successo.
Lei in parte aveva già dimenticato tutto. Durante la cena il papà non aveva fatto altro che raccontargli storie buffissime, e l'abbraccio ricevuto prima dalla mamma aveva già fatto passare gran parte del dolore.
Ma lo stesso si sforzò di raccontare a mamma ogni cosa.
Dopo aver finito disse.
<<Io odio Luca. E' un bullo e ci tratta sempre male.>>
La madre la blocco prima che potesse dire altro.
<<Su su tesoro. Non devi dire queste cose, odiare è sempre sbagliato.>>
Le diede un altro abbraccio, lei ricambiò la stretta. Contenta di essere al sicuro.

Il giorno dopo Laura stava tornando al parco. C'erano tutti tranne Luca. Lei all'inizio si sentì felice della cosa, si avvicinò agli altri e iniziò a giocare.
Dopo poco però, i ricordi del giorno precedente tornarono. E si senti sola in mezzo a quel gruppo di compagni.
Nessuno l'aveva difesa.
Senza dare nell'occhio si allontanò per restare sola.
Mentre passava vicino ad un cespuglio senti delle voci.
Guadando oltre vide Luca seduto accanto a due donne che parlavano. Lui fece per alzarsi ma una delle donne lo blocco.
<<Dove vai?>>
<<A giocare.>> Sembrava cosi diverso, cosi piccolo e spaventato.
<<Non vai da nessuna parte. Resta qui. Fra un po' arriva quell'idiota di tuo padre e ce ne andiamo.>>
<<Ma mamma.>>
La donna alzò la voce <<Zitto! E resta seduto.>>
Luca si sedette, ma si vedeva che non aveva voglia. Si vedeva anche che era pronto a piangere.
Laura resto ancora un po' a guardalo. Lo trovava molto diverso rispetto a com'era il giorno prima.
Qualche minuto dopo arrivò una macchina fuori dal parco, vicino al cancello. Iniziò a suonare e Luca e sua madre si alzarono per raggiungerla.
Mentre partiva Laura sentiva le voci dei genitori di Luca che litigavano, corse fino al cancello per vedere la macchina allontanarsi. Dal retro della macchina si vedeva la figura di Luca che teneva le mani sulle orecchie.  

Nei giorni seguenti al parco tutto tornò alla normalità. Sempre lo stesso gruppo continuava a giocare. Luca non sembrava cambiato. Dettava legge con la sua solita prepotenza.
Eppure Laura non lo odiava più. Anzi si sentiva triste per lui. 
Ogni tanto continuava a spiarlo dal suo cespuglio. Dato che quando non era a giocare con loro, era sempre seduto accanto a sua madre che lo costringeva a stare li con lei mentre aspettavano il padre.
Un giorno tra le tante conversazioni ascolto una in merito al suo compleanno.
<<Mamma vorrei una festa come regalo.>>
<<Non se ne parla, ti sei comportato male con i tuoi compagni di classe. Le altre mamme non vogliono nemmeno che giochi con i loro figli. Mi hai fatto escludere solo perché sei una piccola peste, come tuo padre. E poi non verrebbe nessuno.>>
Luca non disse nulla. Si limitò ad abbassare la testa e a piangere in silenzio.

Laura non sopportava quella situazione. Dopo quel giorno divenne sempre più gentile con Luca, che al contrario iniziava a chiudersi sempre di più.
Era meno scontroso con i compagni di giochi, ma quando si arrabbiava non esitava a picchiare tutti.

Il giorno prima del suo compleanno se ne stette da solo, non giocò con nessuno. Resto seduto a guardarli.
Laura soltanto fu scontenta di quel suo comportamento.
Quando torno a casa andò dalla mamma per chiedergli un favore.
<<Mamma ti ricordi di Luca?>>
<<Si certo. Che cosa è successo, avete litigato ancora?>>
<<No. E' solo che sono triste per lui. Avevi ragione a dire che non dovevo odiarlo.>>
Laura raccontò alla mamma ogni cosa. E in più gli disse come si sentiva. Lei non pensava che una mamma e un papà potessero trattare un figlio in quel modo. Ero molto triste, e lei lo era tanto.

Il giorno del compleanno di Luca andò come il precedente. Lui restava a fissare gli altri che giocavano. Poi decise di alzarsi e a quel punto Laura si avvicinò.
<<Luca verresti a casa mia un attimo. Mia mamma deve darti una cosa.>>
<<Cosa?>>
<<E' una cosa per tua mamma.>>
Laura sapeva che Luca non avrebbe rifiutato un invito come quello.
<<Ok, ci vengo ma non dirlo agli altri.>>
Senza farsi notare andarono insieme a casa di Laura, che sembrava molto felice.
Appena Laura aprì la porta Luca si sorprese.
C'erano dei palloncini in casa.
Laura lo prese per mano e lo portò in cucina. Li la mamma di Laura stava mettendo una torta sul tavolo. Appena lo vide si fermò.
<<Tu devi essere Luca. Tanti auguri mio caro.>>
<<E' vero tanti auguri Luca.>> Laura gli salto al collo per dargli un abbraccio.
<<Allora siediti, ci mangiamo la torta. E' il nostro regalo. Oltre alla festa, anche se saremo solo in tre. Poi arriva anche mio marito così non sarai il solo maschietto.>>
Luca non ci stava credendo.
Per la prima volta in vita sua pianse dalla gioia.

Dopo quel giorno Luca cambiò. Lui e Laura divennero migliori amici. Gli altri non capirono mai come mai fosse cambiato. Ma non si lamentarono, anzi ne furono felici.

Luca da bullo divenne il loro difensore. Ogni tanto era cupo, ma quando arrivava al parco dopo un poco giocando con Laura e i suoi amici tornava a ridere. 

giovedì 3 novembre 2016

Racconto 1# (Le ombre delle bestie -parte 1- )

Le ombre delle bestie

Non avrei mai pensato di finire in una situazione simile. Il freddo era pungente, sentivo come se centinaia di spilli ghiacciati fossero sul punto di penetrarmi la pelle. La neve, non accennava a diminuire la sua caduta dal cielo. Non vedevo quasi nulla, e per lo più iniziava a fare buio. Arrancavo ad ogni passo. Ogni tanto fermavo la marcia, mi appoggiavo ad un albero con la speranza di recuperare parte delle energie. Il mio respiro affannoso creava nuvole bianche davanti al mio viso. Respiravo con la bocca, facendo entrare il freddo, e gli spilli pungevano anche dentro di me a quel punto. Penetravano la gola e i polmoni, ma non volevo respirare con il naso. Avrei sentito ancora di più l’odore del sangue. La giacca che portavo ne era piena.
Ripresi la marcia dopo aver sentito un rumore alle mie spalle, non sapevo se era un cumulo di neve che cadeva da un ramo, o il lontano rumore di uno dei miei inseguitori.
Pregai fossero lontani.
La paura mi fece muovere, cancellando parte della stanchezza.
Ciò nonostante la mia andatura non si fece più veloce.

Dovevo raggiungere una delle baite per la caccia sparse per la montagna. Era l’unico modo per ripararmi dal freddo. E magari li avrei trovato un modo per chiedere aiuto, o armarmi.
Ormai il sole stava calando quando vidi una luce, ero salvo! Una delle baite era occupata.
Iniziai a correre.
Inciampai cadendo sulla neve fresca, e iniziai a nuotare per non fermarmi. Era una cosa che facevo da piccolo. Quello che un tempo era solo un passatempo, un gioco che facevo con i miei fratelli, era diventato un modo bizzarro per arrivare al luogo della mia salvezza.

La neve arrivava fino ai bordi delle finestre, si intravedeva la luce. Un fuoco magari, lo speravo davvero.
Mi buttai sulla porta, e iniziai a bussare.

<<C’è qualcuno?! Non sono uno di loro, aprite vi prego!>> Iniziai a martellare la porta con i pugni per farmi aprire.
Quando si aprì fui spinto indietro cadendo a terra. Alzai lo sguardo.  
Tom mi puntava un fucile a canne mozze davanti alla faccia. Il suo sguardo sia duro che spaventato, si addolcì appena mi riconobbe. Io mi ero tolto il cappuccio della giacca immediatamente dopo aver visto l’arma.
<<Cristo Santo Al, per poco non ti ammazzavo!>>
Mi afferro per un braccio prima di poter replicare, trascinandomi dentro.
Altri due fucili da caccia mi furono puntati contro.  Uno era di Adam, che si abbasso quasi subito, l’altro era di un individuo che cono conoscevo. Ma anche lui capì che non ero una minaccia guardano la reazione degli altri due.
Io rimasi in ginocchio, con le mani mezze alzate in segno di resa. Anche se non c’era bisogno.
La porta si richiuse alle mie spalle.
<<Cazzo Al, in piedi forza.>>
Mi alzai lentamente mentre Tom mi porgeva un asse di legno.
<<Aiutaci a barricare le finestre, poi parliamo. Se ci hai trovato tu possono farlo anche quei cosi.>>
Intanto Adam e l’altro tizio eseguivano l’ordine su una delle finestre, mentre Tom mi spingeva verso l’altra.
Senza esitare ancora, appoggiai l’asse sulla finestra aspettando che Tom la inchiodasse. Poi guardando a terra vidi le altre, e ripetei l’operazione.
Il tutto durò solo pochi minuti.
Le finestre erano sigillate. Tom però non era soddisfatto del lavoro, sapeva che non avrebbe retto se fossero arrivati. Ma almeno era utile per nascondere la luce. Ma per essere pienamente sicuro che nessun spiraglio filtrasse, Tom prese delle coperte e le inchiodò sopra le finestre.
<<Spero basti.>>
Fece un respiro rumorosissimo, e si allontanò di qualche passo per controllare il lavoro.
Io intanto pensavo alla mia fortuna. Avevo visto la luce appena in tempo, prima che loro sigillassero del tutto ogni fessura.
Sarei passato accanto alla baita senza notarlo, e nel migliore dei casi sarei morto assiderato.

L’ondata di calore del camino mi investì la schiena. Senza aspettare che gli altri dicessero una parola mi girai e mi avvicinai alle fiamme inginocchiandomi davanti al fuoco con le mani protese in avanti.
Era la sensazione più piacevole del mondo. Quel tepore, così intenso, penetrava attraverso i vestiti e toccava la pelle. Era così piacevole che quasi mi mettevo a piangere per la gioia.
<<Al, mi senti?>>
Tom mi stava scuotendo la spalla.
<<Si si, ti sento.>>
<<Ti hanno seguito?>>
Mi girai per guardare il mio interlocutore. Tom mi guardava con occhi speranzosi.
<<Non lo so.>>
Tom rimase a fissarmi un secondo, poi fece sì con la testa poggiandomi una mano sulla spalla e alzandosi guardò gli altri.

Sentii a quel punto dei rumori.
Passi.
La sensazioni di panico fu immediata. Ma durò solo un piccolo istante, non provenivano da fuori. Ma dall’altra stanza.
La baita era divisa in tre stanze, più un seminterrato e una piccola soffitta che fungeva da essiccatoio.
Io non ero mai stato lì, ma conoscevo quel tipo di costruzione essendo un abitante della montagna.
Vicino alla parete, a sinistra del camino, si aprì una porta dalla quale uscì una donna.
Elena aveva la testa fasciata. Dalle bende spuntavano le ciocche dei suoi capelli ricci. Appena mi vide si butto su di me per abbracciarmi. A quel punto la sensazione di piacere che avevo provato sentendo il calore del fuoco, non mi sembro più la cosa più piacevole del mondo. Ma la seconda.
<<Credevo fossi morto.>>
Ricambiai il suo abbraccio.
<<Anche io credevo che ti avessero presa.>>
Tom si avvicinò a noi mentre Adam e l’altro uomo entrarono nella stanza da cui era uscita Elena.
<<L’abbiamo trovata io e José. Uno di quei cosi la stava inseguendo vicino alla pompa di benzina del vecchio Bill. Noi avevamo investito un paio di loro, e il furgone di José si è rotto. Cercavamo pezzi di ricambio ma non c’era niente. Solo il cadavere del vecchio Bill mezzo mangiato, e la sua testa che si contorceva e cercava di mordere noi. Ha fatto da esca per salvare Susan ma gli è andata male. >>
Guardai Elena negli occhi mentre ascoltavo il racconto di Tom.
Erano velati di lacrime, ma il suo azzurro era sempre intenso come il mare. Pensai a quanto ero stato egoista nel tentare di salvare la mia vita, senza addolorarmi per la perdita della donna che amavo. Avevo ascoltato la conversazione che c’era stata fra lo sceriffo e la stazione radio.
Erano entrati sfondando la porta e avevano iniziato ad aggredire tutti, a mordere e sbranare. Si sono sentiti alcuni spari e poi solo urla. Fino a che lo sceriffo non aveva lanciato contro il muro la radio facendola a pezzi.
Le urla di Elena mi erano rimaste in testa fino a che non erano venuti a prendere noi. A quel punto non le avevo più sentite.
<<Scusami.>>
Iniziai a piangere.
<<Per cosa?>>
<<Per non averti protetto.>>
<<Tu non c’eri, non potevi fare niente.>>

La strinsi a me, promettendogli che non avrei più commesso lo stesso errore.

sabato 22 ottobre 2016

Arte con le immagini #1 (Vania Zouravliov)

Mentre ritardo come al solito nel finire le altre cose, ne inizio altre. Quindi eccomi qui a parlare d'arte.
Nello specifico parò di un artista che disegna cose meravigliose secondo me.
Vania Zouravliov, un artista russo...credo contemporaneo. E dico credo perché non trovo biografie che dicano quando è nato ma sono abbastanza sicuro che sia ancora vivo e vegeto e che abbia intorno ai 30 anni...forse. (ok come biografo faccio cacare, ma chi se ne frega parliamo di quello che fa anzi ve lo mostro.) Ok quindi più che parlare mostrare.
Ecco alcune sue opere...spero io possa mostrare senza incombere in censure...mi stufo a documentarvi.
Vania perdonami ti do i big money.









Non so ditemi voi, cosa ne pensate. A me queste cose ispirano un casino e penso sia qualcosa di eccezionale.


giovedì 20 ottobre 2016

Nasce, cresce, corre

Mentre continuo a cambiare lo sfondo del blog scrivo una storiella per tenermi in esercizio. Fra domani e dopo domani la posto.
Intanto ho due iscritti. Quini ringrazio Giusy(alias capo) e Virginia.
Per il resto continuo a programmare le cose da fare. E devo dire che è un piacevole diversivo. Mi tiene la mente occupata e mi impedisce di pensare a cose troppo deprimenti.
Quindi boh...non so perché ho scritto sto post...