mercoledì 1 febbraio 2017

Racconto 4# (Sabbia)

Mi ritrovo in un deserto. Non è un luogo fisico, quanto uno stato mentale. Che però in uno strano modo crea un mondo a specchio del nostro.
E' un deserto formato di grandi dune di sabbia finissima. Io sono li, sotto il sole cocente. La pelle scottata dai suoi raggi, l'aria bollente che entra nei polmoni quasi bruciandoli. Ho caldo fuori e dentro. Unico sollievo e toccarmi il viso e le braccia con le mani, sono gelide.
Talmente tanto che le sento assiderare quasi. Ironico sentire sia caldo che freddo. Riesco a raffreddare il mio corpo, ma non a riscaldare le mani.
Una volta salito su una duna affondo le dita in mezzo alla sabbia nella speranza di riscaldarle. Una grossa nuvola aveva oscurato il sole quindi potevo non preoccuparmi del caldo per un po.
Faccio scorrere la sabbia fra le dita, ma niente calore. Però riesco a distrarmi affascinato da quei minuscoli granelli. Prendo un pugno di sabbia e la faccio cadere davanti al mio viso. Non c'è vento e cade dritta, come in una clessidra che segna lo scorrere del tempo. Tempo che si dilata e si estende sempre di più.
Una leggenda araba dice che ogni volta che un uomo compirà un peccato, Dio getterà sulla terra un granello di sabbia.
Se quel deserto era una mia costruzione, quei granelli erano i miei peccati.
Guardai meglio i granelli cadere. Ognuno di essi era un istante della mia vita. Possibile che io abbia sempre sbagliato?
No, c'era altro. La sabbia non era il mio peccato, erano i miei ricordi.
Allora perché rappresentavano un deserto tanto ostile per me?
Non lo sapevo.
Oasi, la vedevo.
Miraggio o meno dovevo raggiungerla.

domenica 29 gennaio 2017

Racconto 3# (Condanna -parte 1-)



Ed ecco, è giunta l’ultima notte della mia vita. Una strana vita non c’è che dire. Fra guerre e scorrerie pensavo di lasciarci la pelle da giovane. Non avrei mai immaginato che la mia morte sarebbe giunta proprio dopo aver deciso di abbandonare le armi per coltivale la terra. Mai avrei pensato di trovare una donna come lei, una donna che placasse la mia voglia di sangue, una donna che mi facesse cambiare a tal punto da lasciare tutto e spaccarmi la schiena in un campo, solo per guadagnare quel poco che bastava per vivere.  Il lusso del vino e delle compagnie lascive e peccaminose aveva accompagnato la mia gioventù, ogni testa mozzata era un calice di dolce liquore, ogni ventre squarciato una notte di sesso.  Ma per quegli occhi io avrei fatto di tutto, scavare la terra con le mani o conquistare un castello, tutto per vedere come si illuminavano di gioia. Riuscivano a trasformare un mondo di sangue e caos in una calda giornata di primavera. Ero diventato romantico di certo, dopo averla conosciuta era stato il primo cambiamento importante.
Ora mi ritrovo solo però, in una squallida cella. Potrei provare a scappare forse.
Meglio morire però è meglio così.
Morte, sorella mia. Quante volte ti ho vista riflessa in occhi altrui. Questa volta sarò io a correrti incontro.
Mi giro sentendo la porta di quercia aprirsi.  E’ talmente spessa e pesante che anche la nerboruta guardia fatica ad aprirla.
Il frate che entra è un ometto piccolo e insignificante. Mi guarda allegro, come se vedesse un bimbo pronto al battesimo.
<<Allora figliolo, sono qui per te. Vorresti raccomandare l’anima a Dio prima di morire?>> non la smette di ridere. Non mi dà fastidio ma neanche lo gradisco.
<<Ho già fatto questo discorso anni fa. Credo poi che la mia anima abbia già la sua destinazione, meglio non disturbare Dio, avrà altro da fare.>> Ricordo il giorno in cui un prete mi sputò in faccia dopo che dissi una cosa simile, gli avevo mozzato la lingua due anni dopo.
<<Come vuoi tu ragazzo.>> Non sembra infastidito dalle mie parole. Bene almeno non perderò la pazienza.
<<Dicci almeno dov'è lei? Forse il duca sarà riconoscente grazie a questo, se lei torna da suo figlio di sicuro ti concederà la grazia…>>
Lo guardo un secondo, che strano sembra che dopo tutto non riescono a capire che lei non appartiene a nessuno. Mi alzo lentamente e mi avvicino al suo orecchio. Lui non arretra, forse pensa che gli stia per dire dove si trova.
<<Di al diavolo che sto arrivando e voglio tanti dannati da punzecchiare, come demone io sono una garanzia.>> Gli afferro la testa e gli spezzo l’osso del collo prima ancora che possa urlare. Cade a terra morto.
La guardia mi osserva spaventato. E’ il doppio di me, e si affretta a chiudere la porta prima ancora che io faccia un passo in avanti. Non voglio scappare però, so perfettamente che non posso uscire indenne dal castello. E trovarla sarebbe impossibile ormai.


E’ l’alba. Il cadavere del frate è ancora a terra quando 4 guardie entrano. Due reggono delle catene, altre due mi puntano delle lance. E vedo che ci sono anche altre fuori con delle balestre già puntate contro di me.
Quanto la fate lunga. Potete anche uccidermi ora senza tutte queste cerimonie ammasso di idioti.
Mi incatenano e mi trascinano fuori. Stanno sempre un poi lontani da me, nonostante le catene mi blocchino molti movimenti.
Una volta uscito vedo il sole, il minuscolo spiraglio che entrava dalla piccola fessura sopra la cella mi aveva fatto capire che era una bella giornata, e a vederla lo era davvero. Il sole alto le nuvole in cielo erano bianche e il cielo azzurro e limpido. E’ tutto così bello e pacifico.
Lei mi fa apprezzare cose come queste.
E’ vero. Dopo averla conosciuta anche le giornate come quelle erano sufficienti a rendermi felice. E lo sono. Sorrido mentre salgo i gradini del patibolo.
Guardo in alto e vedo la corda.
Sono deluso, pensavo mi decapitassero. Morire per una lama mi sembrava più appropriato.
Non mi sono accorto della folla che si trovava in piazza. Il cielo e il ricordo del suo viso mi distraevano sempre. Oggi non era diverso.
Guardo la gente mentre il boia mi infila il cappio. Le mani vengono sciolte dalle catene ma subito le legano alle mie spalle.
Non mi mettono nessun cappuccio. Evidentemente vogliono che si veda il mio volto straziato dal dolore e dalla paura. Il mostro che ha ucciso sedici persone a palazzo doveva subire questa fine.
Scruto i visi di tutti. C’è chi è esaltato, chi spaventato, chi desideroso. Ognuno si aspetta qualcosa di diverso dalla mia fine.
La vedo!
I suoi occhi sono lì, sotto un cappuccio nero. Mi guarda in lacrime. Dio mio se è bella. Dio mio se posso morire cosi, guardandola. Spero che scappi dopo, ma ora è li.
<<SORRIDI PER ME!>> Le mie ultime parole prima che la botola si apra.
Lo ha fatto.

Sono morto felice. 

lunedì 23 gennaio 2017

L'arte dei miti e delle leggende 0# (Prologo)

Da quando ho iniziato a leggere ho trovato particolarmente interessante le storie che riguardavano la mitologia i miti e le leggende. Alle medie leggevo e rileggevo ogni singolo testo scolastico (e non) che parlava di tali argomenti. Per questo conosco abbastanza bene molti miti, e invece di altri sono fortunatamente all'oscuro. 
Dico questo perché per me è sempre un piacere imparare cose nuove, cose che amo conoscere e apprendere. 
Tornando a noi, associare tale mondo ai dipinti mi ha subito affascinato. Amo profondamente l'arte si è capito. Dipinti, disegni, incisioni, sculture, melodie ecc. Se poi certe opere vengono associate a un mito o a una storia, ancora di più si accende in me un profondo interesse. 
Quindi eccomi a parlare di tale argomento. 

Partiamo con le sirene. 
Tutti conosciamo il mito di tali creature. Esistono versioni differenti del mito, ma per la maggiore si conosce quello delle bellissime donne che attirano i marinai con il loro canto e la loro bellezza, per condurli a un destino incerto in alcuni casi...

Giulio Aristide Sartorio, rappresenta in tale modo la sirena. Un quadro bellissimo, che ho conosciuto grazie ad un'amica. E che ormai nel mio immaginario personale rappresenta le sirene. 
Una scena molto evocativa, la sirena che galleggia delicatamente sul pelo dell'acqua con gli occhi chiusi, abbandonata a se stessa quasi. Il marinaio è come se cercasse di salvarla, sporgendosi per prenderla.
Però si notano alcuni teschi umani vicino alla bellissima creatura. Presagio di un'infausta fine per il ragazzo. 



John William Waterhouse (che adoro sempre di più) ha dipinto una sirena solitaria. In riva al mare intenta a pettinarsi i capelli. Quello che adoro di questo quadro è che si percepisce il mare. Com'è rappresentato senti l'umidità, il suo odore, il suo rumore. E la sirena è la creatura che più affascina nei mari.  L'espressione del viso  mi ha colpito molto. Sembra quasi che sia stata scoperta da qualcuno in questo suo attimo di intimità, fuori dal proprio elemento.




Gli dei greci sono stato il soggetto per molte opere di artisti, per secoli sono stati rappresentati, protagonisti di miti famosissimi.

Sempre di Waterhouse è il quadro di Apollo e Dafne. Anche se è un mito conosciutissimo, e ci sono altre opere sia di pittura che di scultura che lo rappresentano in modo egregio, devo dire che questo è il mio preferito. Gli sguardi dei protagonisti sono magnifici. Da una parte Dafne con il suo volto ansioso. Timorosa di essere raggiunta prima che la metamorfosi faccia effetto. Dall'altra Apollo, con uno sguardo molto più cupo e nero. Si intravede dalla forma della bocca che denota già la sua tristezza per la fuga dell'amata. 




Giorgio Vasari a Palazzo Vecchio ha dipinto una delle scene che più volte ho visto nei miei libri di arte e mitologia. La castrazione di Urano da parte di Crono. E' uno dei miti più importanti e significativi. La prima fine di un ciclo di divinità. 
Crono evira il padre e quindi gli toglie il potere prima di ucciderlo del tutto. Un gesto davvero orribile, se poi si pensa che viene fatto da un figlio spinto dalla madre. Ah ma i torti si pagano...vero Crono?
La scena io la trovo traumatica, vedere un vecchio che viene trattato cosi mi ha sempre disturbato. 



Sandro Botticelli ha dipinto come tutti sanno la nascita di Venere. Mito che si ricollega a quello precedente. Infatti si narra che Venere sia nata dalla schiume delle onde vicino a Cipro. Schiuma che si è formata quando Crono getto in mare i genitali del padre. Stranamente non apprezzo particolarmente questo quadro, lo confesso. Non so perché ma lo trovo...come dire....insomma gli manca quel qualcosa che mi colpisce...non so dove dovrebbe colpire nemmeno ma so che non lo fa...per me ovviamente. 



Non solo miti greci. Anche quelli norreni mi interessano particolarmente. 

Peter Nicolai Arbo . Asgårdsreien un nome che è tutto un programma. Il mito della caccia selvaggia ha varie versioni, a seconda della regione i protagonisti di tale evento cambiano. In questa troviamo le divinità norrene intente a scendere dal cielo con tutta la loro forza, intenti a portare a termine la caccia. Si percepisce la forza e la potenza dirompente di una tempesta. Amo anche vedere sullo sfondo quel bagliore incandescente. Cosi diverso rispetto alla cupezza del quadro, come a sottolineare la differenza fra Asgard e il mondo dei mortali. 






Vorrei chiudere con un quadro singolare. Suggeritomi da una cara amica che ha capito molto sui miei gusti artistici(la stessa della sirena )
Le rose di Eliogabalo di Lawrence Alma Tadema. 
Nella Historia Augusta viene narrato di come Eliogabalo, imperatore romano, abbia organizzato un banchetto che si tenne sotto un finto soffitto pieno di petali di rosa, che l'imperatore fece cadere durante la cena. Ma erano cosi tanti che alcuni ospiti finirono soffocati. 
Ecco questa opulenza omicida viene ben rappresentata nel quadro. E a me, visivamente piace(non la questione delle morti sia chiaro) 





Bene, ho detto quello che dovevo dire. Cioè, i quadri possono rappresentare alla perfezione miti e leggende. Ci tengo a precisare che se ho detto qualcosa di sbagliato in queste breve analisi è solo perché interpreto tutto a modo mio.
Grazie di aver letto, a presto. 

domenica 11 dicembre 2016

Sotto l'albero di Natale 3.0

Quando una persona è idiota mi irrita terribilmente, e io ci convivo con un idiota.
Mi presento per chi non sapesse chi sono, il mio nome è Castore. Non so bene come definire la mia persona, sappiate solo che ci sono, che voglio prendere il controllo non solo di questo ''angolino virtuale'' ma anche di altri aspetti della vita di una persona, tutti a dire il vero.
Tornando a noi, considero Jhose un idiota perché so già cosa vorrà fare e il modo in cui fallirà. Ma almeno quest'anno ho strappato un piccolo accordo con lui.
Godetevi l'iniziativa, dopo questo mio piccolo preambolo, che sembra insensato ma ha una logica nascosta.


Anche quest'anno ho deciso (sotto pressioni esterne di un certo tizio...con gli occhiali e i capelli biondi) si partecipare a una bella iniziativa. Sotto l'albero di Natale.
Ah non vi riscalda il cuore il Natale? Vedere come siamo tutti(o quasi) più buoni. A me sinceramente piace a festività, anche se devo ammettere che è stata un po' corrotta dalla società, ma iniziative come queste mi fanno ben sperare nella gente, quindi bando alle ciance e via con le spiegazioni.

Anni or-so-no, cioè tre (chi capisce questa battuta gli regalo un libro, dico sul serio) nel blog Viaggiatrici immobili nasceva tutto, e poi se ripetuto nel blog The Booksshelf e quest'anno nel blog Il Salotto del Gatto Libraio.

Ma in cosa consiste il tutto? Il copia e incolla c'è lo dirà.


''SOTTO L'ALBERO DI NATALE 3.0 prende spunto dall'iniziativa Elf Christmas Wishlist, che consiste nel creare una lista di 10 desideri che gli elfi (cioè VOI che aderite all'iniziativa) si sforzano di realizzare. Ognuno di noi nel suo piccolo può rendere felice un'altra persona, a volte basta poco: una parola, un sorriso, un disegno quindi perchè non esaudire qualche desiderio tra amanti dei libri?'' 


  • Se siete blogger, aprite un post nel vostro blog e dopo aver spiegato di cosa si tratta (in modo che chiunque legga sappia di cosa si parla) fate la Vostra lista di 10 desideri.
  • Una volta deciso di partecipare, commentate questo post con il link della vostra wishlist in modo che piano piano, aggiornerò la lista dei partecipanti, così che tutti possano averla sott'occhio e vedere quali desideri realizzare.
  • Se siete lettori invece, lasciate un commento e inviatemi per email la vostra wishlist in modo che provvederò a creare una pagina visibile a tutti in cui racchiudere tutte le wishlist di chi non ha un blog.
ATTENZIONE: non è obbligatorio realizzare desideri. Lo scopo di questa iniziativa è regalare sorrisi e questo può essere fatto anche solo con un commento gentile.




Ecco la mia lista allora 


  1. Un disegno puccioso. Non importa se formato digitale o me lo spedite, vorrei un disegno puccioso perché li adoro. Adoro le cose super tenere. L'anno scorso ho chiesto l'immagine di una nuvoletta che sorridendo dice ''mi piace fare pipì sulla gente'' ne ho ricevute due che adoro. Quest'anno lascio la decisione a chi vorrò accontentarmi. 
  2. Una mazza ferrata-Ma sei scemo?- Hai detto che mi cedevi alcuni desideri, beh io voglio una mazza ferrata cosi ti spacco quella testaccia
  3. Dovrei chiedere uno scudo, ma opto invece per dei discorsi sull'arte. Se siete gente che disegna, suona, fa foto, cinema, sculture, o qualsiasi altra forma d'arte. Vorrei che mi parlaste di questa vostra passione, di come è nata o di cosa vi fa provare. Insomma sono curioso tutto qui. 
  4. A proposito di arte sto ancora provando a imparare a disegnare in modo umano, se qualcuno vuole darmi consigli sono sempre ben accetti. 
  5. Vorrei un agenda dove appuntare alcune cose...non dico quali.
  6. Riuscire a creare una mia iniziativa personale. Ho già in mente una, ma partirà dopo febbraio..perché da quel mese in poi avrò la pecunia necessaria... *sorriso inquietante*
  7. Fare interviste ai blogger per conoscere meglio chi sta dietro questi blog, quindi chi vuole me lo dica, io e Castore siamo sempre ben disposti a fare domande.
  8. Inizia ad essere dura...Ok faccio io. Vorrei una lista di saghe fantasy che avete amato. 
  9. Incontrare alcuni amici di persona. 
  10. Trovare una CE......Concordo. 

Dovrebbero essere questi i desideri. Strani e insensati a volte, ma conoscendomi sarebbero potuti essere peggio, molto peggio...no davvero molto molto peggio. Mi spieghi perché non hai chiesto che qualcuno ti insegni meglio l'inglese? Fatti i fatti tuoi tu. 

Comunque buone feste a tutti da Jhose e Castore, ci sentiamo quando cercherò di esaudire i vostri desideri


*Chiunque partecipa a questa iniziativa viene automaticamente scelt* per partecipare a quella che creerò a Febbraio. Tanto non dovrete fare niente, ricevere solo *Sorriso inquietantissimo* 


Lista dei partecipanti 

Blog 

No blog 




venerdì 25 novembre 2016

L'arte moderna 1# (Hayao Miyazaki)

Vedo il popolo giapponese come speculare a quello italiano.
E' una frase strana da dire, ma ho sempre pensato questo. Che i giapponesi siano un po collegati dalle differenze e dalle affinità a noi italiani. Entrambi abbiamo una storia secolare, millenaria anzi. Abbiamo fama mondiale in diversi campi. Amiamo l'arte. E tante altre piccole cosette, che ci accomunano o ci mettono agli antipodo gli uni con gli altri.
Nell'ultimo periodo poi possiamo dire che c'è un interesse reciproco, infatti in Italia(e in altre parti del mondo) è scoppiata un po la giappo-mania. E in Giappone gli italiani non vengono visti come in altri paesi, in generale abbiamo una fama positiva.
Preambolo strano, forse non necessario, ma volevo farlo prima di parlare dell'artista di oggi(che cercherò di trattare in maniera più approfondita)
Trattasi di Hayao Miyazaki, famoso regista, ma non solo. E' anche un fumettista, sceneggiatore, animatore e produttore cinematografico.
Egli è ormai il re dell'animazione giapponese, se non lo si conosce per la sua fama vergogna. Anche perché probabilmente non avete visto nessuno dei suoi lavori, quindi doppia vergogna.
Comunque torniamo a noi. Non voglio dilungarmi sui fatti della sua vita, sappiamo tutti che ha iniziato a lavorare alla Toei animation come animatore. Se fatto le ossa ha diretto il suo primo film Lupin III- Il castello di Cagliostro e poi grazie al successo di Nausicaa della valle del vento(tratto da un suo manga) riusci a fondare insieme a Isao Takahata (altro regista e animatore) lo Studio Ghibli.
Ora senza stare qui troppo a lungo a parlare dei film meravigliosi prodotti dallo studio, voglio parlare del perché considero Miyazaki un grande artista, o meglio uno dei motivi che ho scoperto di recente.
Semplicemente, per i protagonisti che crea.
Nell'ultimo periodo ho notato guardando me stesso, e gli altri ( e anche grazie a un amica che mi ha fatto vedere alcuni miei comportamenti) che noi giovani (nella fattispecie dai venticinque anni in giù) siamo un po senza spina dorsale. Non si offenda nessuno, ci sono casi e casi, ma guardiamoci intorno. Lo siamo dai, io prima di tutti.
Eppure anche se sono cosi, voglio e desidero essere più:forte, giusto, e audace nella vita. Ecco...sono queste caratteristiche che hanno i personaggi di Miyazaki, anche se sono dei  ragazzini in pratica. L'unico personaggio adulto protagonista di un suo film e Marco Pagot, ma anche li Fio dimostra nonostante la sua giovane età di avere una forza e un abilità superiori alla norma.
Quindi alla fine si può dire che io ammiro Miyazaki perché con i suoi film cerca di incoraggiare i giovani, non ad essere adulti. Non vuole che si perda la fanciullezza, ma ci spinge a conquistare quella forza necessaria a crescere e diventare persone migliori.
(Da notare anche che è probabilmente il regista più femminista del mondo dato che spesso le protagoniste sono bambine che però non vengono mostrate forti in quanto potatrici di caratteri da maschiaccio o cose cosi, ma solamente in quanto donne con spiriti e animi giusti e forti)
Quindi invito chiunque leggerà  ad andare a vedere una delle sue opere. Partendo dalla più famosa se vi va, ma scegliendo anche una a caso.








venerdì 11 novembre 2016

Arte con le immagini 2# (John Bauer)

Ammetto di avere una particolare predisposizione ad amare i miti e le leggende nordiche. Non so perché ma sinceramente mi affascinano molto più rispetto a quelle greche o romane.
Comunque questa preferenza viene rispecchiata in molti frangenti tipo nella pittura.
Adoro i quadri a tema e che racchiudono una storia, o si ispirano alle leggende.
Mettimi Fenrir che morde il braccio al dio della guerra nordico Tyr in un quadro e mi conquisti. O rappresentami alcuni alcune scene del poema Svipdagsmàl e sono tuo.
John Buer ha fatto questo. Un pittore svedese nato nel 1882 e morto nel 1918, che a me fa sempre venire in mente Tolkien(capirete il perché dai)

Ecco alcune delle sue opere che secondo me rappresentano molto un animo fanciullesco e adulto al tempo stesso, perché sì, si vede che aveva una mente adulta mentre creava le opere che vi ho elencato prima, ma c'è anche qualcosa di fanciullesco il lui. Ha dipinto delle fiabe quasi...secondo me almeno.

Fenrir morde il braccio di Tyr

Svipdagr e Freya

Svipdagr diventa un drago.




martedì 8 novembre 2016

Racconti 2# (La crescita di Laura- Il bullo)


Dodici ragazzini erano raccolti in cerchio intorno a quell'insetto. Nessuno voleva toccarlo ma tutti l'osservavano incuriositi. Era verde e aveva una testa strana, sembrava un alieno.
Laura, una delle ragazzine più grandi si fece avanti per prenderla in mano.
<<Si chiama mantide religiosa. Mia madre mi ha detto che una volta una è entrata in casa e lei l'ha presa e messa in giardino.>>
<<E' soltanto uno stupido insetto.>> Luca era il più grande di tutti, faceva le medie ma andava al parco a giocare con i ragazzini più piccoli.
<<Non è stupido, tu lo sei.>>
<<Le femmine sono stupide, e tu lo sei quindi sei tu la stupida.>>
<<Le femmine non sono stupide, nemmeno gli insetti. Solo i bulli come te sono stupidi.>>
Luca non sopportò altro e si lancio sulla povera Laura che non poteva vincere contro un avversario più grande. Perse l'insetto dalle mani e fu buttata a terra.
Luca la guardava trionfante, mentre lei tentava di alzarsi. Ma subito veniva spinta ancora a terra.
Aveva tutti i vestiti sporchi ormai.
Gli altri ragazzini non si mossero. Erano spaventati temevano di far arrabbiare Luca.
<<Lasciami in pace!>>
<<Se no cosa fai, vai dalla mammina a piangere?>>
Laura non rispose, aveva gli occhi pieni di lacrime in effetti, ma non voleva dare soddisfazione a Luca. Trattene tutto e aspettò che lui si stancasse.
Quando Luca non ebbe più voglia di spingerla lei si alzò. E si diede una pulita.
Recuperò l'insetto e lo portò lontano da tutti, per lasciarlo libero in una zona isolata.
Tornò a casa da sola, nessun amico voleva accompagnarla ora che Luca c'è l'aveva con lei.
Quando aprì la porta sua madre era in cucina intenta a cucinare.
<<Mamma.>>
Si presentò davanti a lei con il viso pieno di lacrime.
Sua madre non disse nulla, si limitò a togliersi il grembiule e poi si inginocchio per abbracciarla.
Quel semplice gesto la calmo e grazie ad esso tornò ad essere più serena.
La portò su, a cambiarsi prima dell'arrivo di papà. Dopo di che aspettarono che arrivasse per accoglierlo come sempre insieme. Lui diede un bacio a tutte e due e poi si sedettero a mangiare.
Dopo cena la mamma aspetto che papà andasse a letto, troppo stanco quel giorno per resistere ancora, e si sistemò con Laura per parlare di cos'era successo.
Lei in parte aveva già dimenticato tutto. Durante la cena il papà non aveva fatto altro che raccontargli storie buffissime, e l'abbraccio ricevuto prima dalla mamma aveva già fatto passare gran parte del dolore.
Ma lo stesso si sforzò di raccontare a mamma ogni cosa.
Dopo aver finito disse.
<<Io odio Luca. E' un bullo e ci tratta sempre male.>>
La madre la blocco prima che potesse dire altro.
<<Su su tesoro. Non devi dire queste cose, odiare è sempre sbagliato.>>
Le diede un altro abbraccio, lei ricambiò la stretta. Contenta di essere al sicuro.

Il giorno dopo Laura stava tornando al parco. C'erano tutti tranne Luca. Lei all'inizio si sentì felice della cosa, si avvicinò agli altri e iniziò a giocare.
Dopo poco però, i ricordi del giorno precedente tornarono. E si senti sola in mezzo a quel gruppo di compagni.
Nessuno l'aveva difesa.
Senza dare nell'occhio si allontanò per restare sola.
Mentre passava vicino ad un cespuglio senti delle voci.
Guadando oltre vide Luca seduto accanto a due donne che parlavano. Lui fece per alzarsi ma una delle donne lo blocco.
<<Dove vai?>>
<<A giocare.>> Sembrava cosi diverso, cosi piccolo e spaventato.
<<Non vai da nessuna parte. Resta qui. Fra un po' arriva quell'idiota di tuo padre e ce ne andiamo.>>
<<Ma mamma.>>
La donna alzò la voce <<Zitto! E resta seduto.>>
Luca si sedette, ma si vedeva che non aveva voglia. Si vedeva anche che era pronto a piangere.
Laura resto ancora un po' a guardalo. Lo trovava molto diverso rispetto a com'era il giorno prima.
Qualche minuto dopo arrivò una macchina fuori dal parco, vicino al cancello. Iniziò a suonare e Luca e sua madre si alzarono per raggiungerla.
Mentre partiva Laura sentiva le voci dei genitori di Luca che litigavano, corse fino al cancello per vedere la macchina allontanarsi. Dal retro della macchina si vedeva la figura di Luca che teneva le mani sulle orecchie.  

Nei giorni seguenti al parco tutto tornò alla normalità. Sempre lo stesso gruppo continuava a giocare. Luca non sembrava cambiato. Dettava legge con la sua solita prepotenza.
Eppure Laura non lo odiava più. Anzi si sentiva triste per lui. 
Ogni tanto continuava a spiarlo dal suo cespuglio. Dato che quando non era a giocare con loro, era sempre seduto accanto a sua madre che lo costringeva a stare li con lei mentre aspettavano il padre.
Un giorno tra le tante conversazioni ascolto una in merito al suo compleanno.
<<Mamma vorrei una festa come regalo.>>
<<Non se ne parla, ti sei comportato male con i tuoi compagni di classe. Le altre mamme non vogliono nemmeno che giochi con i loro figli. Mi hai fatto escludere solo perché sei una piccola peste, come tuo padre. E poi non verrebbe nessuno.>>
Luca non disse nulla. Si limitò ad abbassare la testa e a piangere in silenzio.

Laura non sopportava quella situazione. Dopo quel giorno divenne sempre più gentile con Luca, che al contrario iniziava a chiudersi sempre di più.
Era meno scontroso con i compagni di giochi, ma quando si arrabbiava non esitava a picchiare tutti.

Il giorno prima del suo compleanno se ne stette da solo, non giocò con nessuno. Resto seduto a guardarli.
Laura soltanto fu scontenta di quel suo comportamento.
Quando torno a casa andò dalla mamma per chiedergli un favore.
<<Mamma ti ricordi di Luca?>>
<<Si certo. Che cosa è successo, avete litigato ancora?>>
<<No. E' solo che sono triste per lui. Avevi ragione a dire che non dovevo odiarlo.>>
Laura raccontò alla mamma ogni cosa. E in più gli disse come si sentiva. Lei non pensava che una mamma e un papà potessero trattare un figlio in quel modo. Ero molto triste, e lei lo era tanto.

Il giorno del compleanno di Luca andò come il precedente. Lui restava a fissare gli altri che giocavano. Poi decise di alzarsi e a quel punto Laura si avvicinò.
<<Luca verresti a casa mia un attimo. Mia mamma deve darti una cosa.>>
<<Cosa?>>
<<E' una cosa per tua mamma.>>
Laura sapeva che Luca non avrebbe rifiutato un invito come quello.
<<Ok, ci vengo ma non dirlo agli altri.>>
Senza farsi notare andarono insieme a casa di Laura, che sembrava molto felice.
Appena Laura aprì la porta Luca si sorprese.
C'erano dei palloncini in casa.
Laura lo prese per mano e lo portò in cucina. Li la mamma di Laura stava mettendo una torta sul tavolo. Appena lo vide si fermò.
<<Tu devi essere Luca. Tanti auguri mio caro.>>
<<E' vero tanti auguri Luca.>> Laura gli salto al collo per dargli un abbraccio.
<<Allora siediti, ci mangiamo la torta. E' il nostro regalo. Oltre alla festa, anche se saremo solo in tre. Poi arriva anche mio marito così non sarai il solo maschietto.>>
Luca non ci stava credendo.
Per la prima volta in vita sua pianse dalla gioia.

Dopo quel giorno Luca cambiò. Lui e Laura divennero migliori amici. Gli altri non capirono mai come mai fosse cambiato. Ma non si lamentarono, anzi ne furono felici.

Luca da bullo divenne il loro difensore. Ogni tanto era cupo, ma quando arrivava al parco dopo un poco giocando con Laura e i suoi amici tornava a ridere.